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Contradanza
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Contradanza - Vanessa Tagliabue Yorke
Contradanza
Vanessa Tagliabue Yorke : una voce sorprendente, e soprattutto un artista che fa già parlare di se, capace di articolare delle composizioni originali rielaborate partendo dalle “contradanze” di Manuel Saumell ed Ernesto Lecouna, geniali compositori cubani dell’ottocento. Un disco davvero fuori dal coro che si segnala per una qualità complessiva davvero superiore. CONTRADANZA: lavoro di caratura artistica davvero speciale per concezione e realizzazione ! Ispirato interamente ai luoghi e alle persone che hanno visto nascere, accompagnato e poi perduto per sempre Bas Jan Ader, artista olandese attivo negli anni settanta del Novecento, scomparso misteriosamente in mare durante una performance che lui stesso intitolò “In cerca del miracolo”. Un disco articolato, ricco di spunti creativi e con sonorità davvero inusuali : l’harmonium Galvan, il Theremin, la Philicorda, il Susaphone, Conchiglie, Tromboni, Percussioni africane …Degna di nota la presenza di un cast di musicisti davvero speciale : tra i tanti ed illustri nomi citiamo Mauro Ottolini con tutto il suo set di originalissimi strumenti, ed il grande pianista americano Ethan Uslan, tre volte vincitore del World Championship Old-Time Piano Playing Contest Peoria IL – US. Dalle liner notes : Liner Notes ITALIANO “Questo progetto musicale cerca di raccontarvi una storia molto speciale che conosciuto e ho amato immediatamente, ogni brano rappresenta un piccolo momento di essa. Ho immaginato i luoghi e le persone che hanno visto nascere, accompagnato e poi perduto per sempre Bas Jan Ader, artista olandese attivo negli anni settanta del Novecento, scomparso misteriosamente in mare durante una performance che lui stesso intitolò “In cerca del miracolo”. Contradanza è piena di citazioni sonore e letterarie che sottolineano i grandi e piccoli temi presenti nella poetica di Bas Jan Ader. Ho lavorato nel desiderio di comprenderlo, seguirlo e dargli un ultimo appassionato addio sulla soglia di quel punto remotissimo dove nessuno può trovarsi se non in solitudine. Contradanza è il nome di una particolare forma musicale tipica della musica cubana dell’Ottocento. Le contradanze cubane erano composte per pianoforte, talvolta per pianoforte e voce lirica secondo una logica che un poco le avvicina al nostro repertorio liederistico. Due grandi compositori: Manuel Saumell ed Ernesto Lecouna hanno generosamente prestato alla mia immaginazione la struttura e gli ingredienti musicali che mi servivano per tessere questa suite. Ho scritto dei testi originali sui temi delle contradanze di Saumell e le ho arrangiate affinchè emergesse la loro grande attualità e la geniale presenza di elementi ritmici di stupefacente modernità. Si sente riecheggiare nel disco anche la vena inesauribile di Stephen Foster, il più grande compositore bianco dell’Ottocento americano, la cui voce ho voluto includere in questo corale addio perché anche lui parte di una cultura musicale primigenia del jazz che io amo e portatore quindi della grande innovazione che verrà. Bas Jan Ader scomparve nel 1975 durante il suo viaggio solitario sulla barchetta “Ocean Wave” nella sua performance che intitolò “In search of the Miraculous”. Accostare Bas Jan Ader al repertorio popolare dell’Ottocento è il mio modo per sottolineare quanto questo grande artista abbia saputo essere romantico, quanto potente sia stata la sua voce di uomo isolato davanti all’infinito, entro la propria particolare soglia di umanità, profondissima. Bas Jan Ader si dirige deciso e semplice verso il miracolo, non si concede distrazioni e non ci inganna con manierismi o trovate pubblicitarie solo per evocare cose che sono difficili da affrontare. Bas Jan Ader ha usato la sua stessa vita come materia prima per la sua opera: non ha usato solo il suo corpo, o la sua immagine pubblica, ha preso la propria esistenza e l’ha coinvolta nella sua opera dirigendosi al cuore del significato”. (Vanessa T. Yorke)

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